Nella ricorrenza del 13 maggio in cui tutti i cattolici festeggiano la Madonna di Fatima, don Raoul Konseimbo, capo ufficio di comunicazione e portavoce della diocesi di Ouahigouya in Burkina Faso, ci ricorda un 13 maggio 2019 nella stessa diocesi, nella parrocchia di Nostra Signora del Lago Bam e precisamente nel villaggio di Singa in cui furono brutalmente uccisi da terroristi, devoti alla Modanna di Fatima in piena processione. Testimonianza commovente d’un martirio nel silenzio : Singa…
Il 13 maggio 2019, si alzò dolcemente il sole su Singa, un piccolo villaggio del Bam in Burkina Faso, modesto, dimenticato dal mondo, ma pieno di una fede vibrante. Quel giorno, la Chiesa celebrava Nostra Signora di Fatima. A Singa, questa festa era sacra. Ogni anno, i fedeli si preparavano con fervore ad accogliere la Vergine Maria, portata in processione dai villaggi vicini, su una statua collocata su una piccola piroga.
La tradizione si ripeteva anche quell'anno. Paul da Gam, responsabile della comunità cristiana, si era alzato all'alba per verificare che tutto fosse pronto: la cappella decorata con cura, le pareti rivestite di tessuti vivaci, l'altare coperto di stoffe ricamate con motivi dell’Assunzione e un cesto intrecciato pieno di cotone e fiori gialli di Balemsaogo, un'offerta semplice ma piena di fede.
Soddisfatto, Paul radunò i suoi: Victor, Pascal, Jean, Suzanne, Pauline e altri giovani del villaggio. Si diressero verso Kayon in triciclo per andare a prendere la statua della Vergine. Anche i cristiani di Kayon venivano loro incontro. Si incrociarono a metà strada, in un turbine di canti, danze e gioia. I tamburi risuonavano come un eco dal cielo.
La statua fu collocata con cura sul triciclo. Suzanne e Pauline salirono sul retro per sorreggerla; Pascal, alla guida, ricevette la missione di avanzare lentamente. Il corteo riprese la marcia. I volti brillavano, i cuori cantavano, le dita sgranavano il rosario. Ma l'ombra già si avvicinava.
A Parkouga, un piccolo villaggio di passaggio, si fermarono per dissetarsi. Fu lì che il telefono squillò. Una voce ansiosa, affannata, spezzò il momento:
— « I terroristi stanno arrivando! Gettate la statua! Fuggite! Nascondetevi! »
Un silenzio gelido calò.
Allora Paul, guardando la Vergine, rispose semplicemente, con voce calma e forte:
— « Meglio morire con Maria che vivere senza di lei. Non l’abbandoneremo. »
Risalirono sul triciclo. Qualche chilometro più avanti, la minaccia prese forma. Uomini vestiti di nero, armati, emersero. Passarono davanti a loro... poi fecero dietrofront.
La trappola si chiuse.
Furono fermati. Li fecero scendere. Li allinearono sotto un albero, come bambini indisciplinati da punire. Li spogliarono di tutto: denaro, telefoni, crocifissi. Poi indicarono la statua:
— « Cos’è questa? »
— « È Maria. La madre di Gesù. »
— « Menzogne! Un idolo! Convertitevi, o brucerete con lei. »
Paul si alzò. Il suo corpo tremava. I suoi occhi brillavano. Ma la sua voce era chiara:
— « Non rinnegheremo la nostra fede. Gesù è il nostro Signore. Maria è nostra madre. Nemmeno la morte ci separerà da loro. »
Allora i carnefici presero Paul, Victor, Jean e Pascal. Li fecero inginocchiare. Allineati. Come alla tavola eucaristica, ma questa volta fu la loro vita il pane del sacrificio.
E i proiettili caddero. Uno per testa. Uno per cuore.
Nessun grido.
Solo il suono sordo della morte e il silenzio dei vivi.
Poi i terroristi si accanirono sulla statua. Vi appiccarono il fuoco. Le fiamme divorarono anche la Bibbia che trasportavano insieme al triciclo divenuto altare del sacrificio. Il rogo portò via la loro gioia, ma non la loro fede.
Prima di andarsene, gli assassini lasciarono queste parole ai presenti, costretti ad assistere al crimine macabro:
— « Se sarete ancora qui al nostro ritorno, morirete tutti. »
Quel giorno, a Singa, la paura urlò. La morte colpì. Ma la fede... la fede si levò, più forte della paura.
I martiri di Singa caddero, ma la loro testimonianza per sempre resta in piedi.
Don Raoul Konseimbo,
Ispirato dal racconto di un testimone della scena.
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Originale in Francese : https://www.facebook.com/share/p/1QHquNKfjk/
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